venerdì 24 ottobre 2008

Max Payne


Io non avevo sentito niente, ma a Lucca esce già in anteprima il film di Max Payne. Inutile dirvi che (almeno per il primo capitolo della saga) è stata una delle cose a cui mi sono più ispirato per Sale Negli Occhi (a partire dal nome). Dal trailer sembra un po' una puttanata, ma bisogna pure dire che i trailer spesso sono dei piccoli gioielli mentre i film delle "cagate pazzesche" (scusate la citazione, ovviamente dal "Il secondo tragico Fantozzi", ma mi sto rivedendo tutte le vecchie glorie col mio coinquilino tedesco)

Secondo me però dovevano girarlo al Donna Javotte prima della ristrutturazione, ci stava troppo.
Ma va beh.



Antonio-il-re-delle-monnezze-illegali dammi la tua email che ti devo chiedere delle cose.

Per tutti gli altri: saluti.

lunedì 15 settembre 2008

Riepilogo

Fa freddo questa notte, e la nebbia pesa come un intero mare di acciaio,
entro da Moe, dove la luce è sempre accesa, come la lanterna dell'eremita
dei tarocchi.
C'è Marco al bancone, Marco Roger Dodger...
Saluto...

"Puttanella, sei sempre l'uomo più bello."
"Ciao Max, non ho investimenti da proporti, è fallita anche Lehman Bros,
non c'è più religione..."
"Un doppio Moe..."
"Sai Max, questa non l'ho schivata..."
"Neanche Cara ha schivato. Neanche Kirsten schivò il suo destino quando le spararono..."
"Mi spiace, Max. Credo che tu abbia buttato le pentole che vi avevo regalato, deve farti
male il ricordo."
"Non è il ricordo a farmi male, è la sua assenza, le pentole le uso ancora, mi hai regalato
le pentole più belle del mondo..."
"Già... è proprio l'assenza..."
"Puttanella, non puoi ripetere nulla di ciò che hai fatto con lei, ricordatelo!"
"Già... forse non riuscirò a produrre altre escalation del commitment..."
"Un exploit..."
"Un exploit, già... come al college, eh Max?"
"Nel vaso di Pandora rimase la speranza..."
"Già, e poi alcune missioni ce le scegliamo, altre ci piovono tra le braccia..."
"Potrebbero piovere molte altre missioni..."
"Già... Max il mio Bushmills è finito, vado a dormire... Come faceva quella canzone dei Beatles?"
"Quale?"
"The long and winding road..."
"Moe, tu te la ricordi?"
"Certo, ora la metto su..."

The long and winding road
That leads to your door
Will never disappear
Ive seen that road before
It always leads me here
Leads me to you door...

"'Notte Moe, 'notte Max..."
"Notte bell'uomo..."

lunedì 1 settembre 2008

Epilogo

Max è nel bar, si tiene la testa tra le mani e, cosa rara, sta fumando.
Si stira all'indietro sulla sedia, lascia cadere la cicca nel posacenere, afferra il suo drink e lo butta giù d'un fiato.
Luigi è appena entrato e assiste alla scena dall'angolo buio del bar, passa dal bancone e fa un cenno a Moe, che gli versa due Bushmills.
Si siede, e gliene scivola uno davanti.
Max lo guarda. I suoi occhi sono vuoti, come quelli di un morto.
"Perché proprio io? Perché toccava proprio a me?"
Luigi sospira stanco, come sospira chi si sente in colpa di non sentirsi in colpa.
"Alcune missioni ce le scegliamo. Altre ci piovono tra le braccia, come le mele in testa agli scienziati. Potrei chiederti: "E perché il mondo gira?", oppure dirti che toccava a te perché tu ti trovavi lì in quel momento, sul mio quaderno rosso. La verità, è che certe persone sono troppo testarde per mollare la presa, sempre."
Max si stira di nuovo sulla sedia, pensoso, ma in realtà è più un gesto per non guardare in faccia il suo interlocutore. Non gli piace.
Luigi sorseggia il suo Bushmills, pensando che è troppo forte per i suoi gusti.
Poi, ad un certo punto, si guardano, e sembra quasi che stiano pensando la stessa cosa: perché il mondo non si ferma?

martedì 26 agosto 2008

Shock!

Accidenti, vi ha davvero shoccato la fine del libro: 0 commenti in quasi un mese!
Va beh, appena la smetto di respirare con l'affanno per via degli esami scrivo la mia famosa critica (e forse pure Marco).
Intanto sono sempre più convinto che dovrò scrivere il libro: "Come essere dei veri bastardi in 10 mosse" mentre Marco è sempre più convinto che bisogna diventare come Batman. Eh, fanno male i film di Nolan...

martedì 12 agosto 2008

Amici, figli di puttana e Max Pezzali

Ragazza: "Antò, ti voglio bene"
Antonio: "Grazie!"
Luigi: "...ma che risposta da figlio di puttana: grazie!"
Antonio: "Ehm... l'ho presa da te..."
Luigi: "... ... ...è bello vedere come gli amici ti capiscono ancora prima che tu capisca te stesso!"

Dopo il libro di Max Pezzali sul fatto che l'adolescenza sia un periodo problematico, Marco ha deciso che pure noi dobbiamo mandare questo a qualcuno.
Ovviamente dopo ALMENO una prima ristesura.
In realtà ce ne sarà ALMENO una seconda perchè abbiamo un'idea violenta e selvaggia da mettere in pratica.

Presto un post con le nostre critiche principali a questa prima stesura, mentre, ovviamente, aspettiamo le vostre.

giovedì 7 agosto 2008

Capitolo 5.7 Signore e signori, la fine.

La porta è davanti a me.
3 metri di altezza, sembra l'ingresso di un tempio. O dell'inferno.
Sfilo il caricatore vuoto, riarmo e butto giù la porta con un calcio.
C'è solo Freddy nella stanza, seduto dietro la sua scrivania.
"Benvenuto Maximilian"
Il suo tono mi infastidisce. Non ha più quella spocchiosa sicurezza che ho sempre sognato di prendere a calci. C'è quasi ansia nella sua voce. Quasi come mi stesse aspettando, da molto.
"Io non direi, Freddy"
Girano molte leggende su Freddy, alcune false, la maggior parte vere.
Una di queste è che la sua stanza è divisa a metà da una parete di vetro blindato, e che c'è un'uscita di sicurezza dalla parte non accessibile della stanza. Purtroppo per me, è una di quelle vere.
"Non esistono vetri anti-proiettile Freddy, soprattutto non per i full metal jacket dei tuoi uomini."
"Già, ma esistono vetri che resistono per un paio di minuti al munizionamento più pesante. Un tempo sufficiente per essere dall'altra parte della città, per me. Ma d'altronde, non sei venuto qui per uccidermi Max, lo sappiamo entrambi. Tu sei il figlio di Sean Blade, e vuoi sapere perchè 24 anni fa' lo uccisi. Vuoi sapere perchè, 24 anni fa', uccisi MIO padre."
Mi ci vuole una notevole dose di forza di volontà per non perdere la presa del fucile. Il bastardo vuol fregarmi, non devo lasciargli fare questi giochetti.
"Freddy il crack t'ha fottuto il cervello o vuoi solo prendermi per il culo?"
"Puoi continuare a mostrare sicurezza Max, ma è così. Quando quel bastardo arrivò non riusciva a trovare lavoro e quando io nacqui convinse mia madre a darmi in affidamento. Anche lei è morta. Passando dall'orfanotrofio al riformatorio e poi al carcere, sono riuscito a tessere una rete di amicizie che nel giro di pochi anni mi ha portato a diventare il boss che ora sono. Uccidere le suore e rubargli gli schedari è stata la prima cosa che ho fatto. Quell'azione non aveva senso agli occhi della malavita, per questo mi chiamarono "il pazzo". "
"Suona possibile"
"Suona possibile? È tutto quello che hai da dirmi?"
"Freddy, hai ucciso due persone per il semplice fatto che non potevano mantenerti, e molte altre per meno ancora. La parola fine sta per essere scritta sulla tua esistenza. Cosa vuoi che ti dica?"
"Non puoi uccidermi Max, sono in una cassaforte."
"Mi tocca smentirti di nuovo Freddy."
Mi scopro il petto.
"Questo è un detonatore impostato sul mio battito cardiaco. Se io muoio, lui manda il segnale. Inutile dirti che mentre salivo fin qui ho seminato qua e là mine al plastico radiocomandate. E un paio me ne sono rimaste in tasca. Non mi sembrava bello morire senza portarmi all'inferno tutto il Manicomio."
"M-Max, ascolta... Quando mi hai chiamato io non sono scappato, perchè volevo proporti un accordo. La città si sta espandendo, io non posso più farcela da solo a gestire tutto. Se non ti ho ucciso fino ad adesso è solo perchè volevo vedere quanto valessi, e ora sono sicuro che tu sei pronto. Unisciti a me, inutile dirti tutti i vantaggi della mia offerta. Due persone spietate come noi possono tenere in pugno questa manica di bifolchi anche saltellando su una gamba con le mani legate dietro la schiena. Max, ti sto offrendo una nuova vita, con la tua famiglia."

Per la prima volta, dall'inizio di questa storia sorrido di gusto.
Impugno la mia pistola e me la punto alla testa.
"Ci vediamo all'inferno Freddy."


FINE

Fallevoli intenzioni

Saranno le distrazioni, ma... giuro che ho tutto in mente.
Fondamentalmente un paio di concetti da esprimere e un problema - soluzione, facile facile e lineare un po' come tutto il libro.
Eppure non riesco a scriverlo.

Ci va la parola FINE in fondo, cazzo.
E si che me lo sto trascinando da 4 anni Blade, è pure ora di metterlo nel cassetto.

Prometto di scriverlo entro martedì.
Andrà comunque praticamente risteso prima di pensare anche solo di farlo leggere a qualcuno : D

P.S.
Maledetto sia il karma.
I figli di puttana non possono neanche più prendersela col destino. Che non ci si è mai creduto, ma almeno si malediceva qualcosa. Merd'.